Lettera di Gianni Pagliarini agli iscritti

Care compagne e cari compagni,

la tornata elettorale che si è appena conclusa ha sancito in modo inequivocabile la nostra sconfitta, uno Tsunami, un’onda anomala annunciata,  si è abbattuta in modo più devastante delle previsioni.

Rivoluzione Civile è stata spazzata via, Bersani è annegato. Berlusconi è ancora una volta miracolosamente sopravvissuto. Grillo naviga con il vento in poppa, ma piccolo problema, nessuno sa dove stiamo andando, l’unica cosa certa è che per la seconda legislatura consecutiva i comunisti non saranno presenti in Parlamento e per quanto riguarda la Lombardia nemmeno in Consiglio Regionale.

La delusione e lo scoramento serpeggia in molti di noi, ma consentitemi a maggior ragione in una situazione delicata e complicata come questa di ringraziarvi tutte e tutti per lo sforzo, l’impegno e la tenacia con cui avete affrontato la campagna elettorale.

Più nel dettaglio, il movimento 5 stelle è il primo partito italiano con il 25 per cento dei voti, il PD tocca il suo minimo storico con il 24,40, SEL con il 3,20 ottiene un risultato che dire deludente è poco, il PDL rimonta fino a pareggiare praticamente in Senato  rendendolo ingovernabile, il centro sinistra vince per poco più di 100.000 voti alla Camera e ha la maggioranza dei seggi solo grazie ad un premio spropositato previsto dal Porcellum, che unica legge al mondo attribuisce il 51 per cento dei seggi ad una coalizione che ha preso in effetti il 29 per cento, Monti prende il 9 per cento e Rivoluzione Civile, come già detto, è fuori dal parlamento.

 Tutto questo avviene nel pieno della più grande crisi economica che l’Italia abbia mai vissuto, con una disoccupazione alle stelle, con i salari al minimo del loro potere di acquisto, una economia in ginocchio da tre anni, e un tasso di ingiustizia fiscale drammatico, fattori ai quali si aggiunge una corruzione politica dilagante : tutti elementi che avrebbero dovuto favorire la nostra proposta politica, ma così non è stato.

Non dobbiamo cercare alibi o ancora peggio dare la colpa ad altri, dobbiamo avere il coraggio di scavare in profondità e di fare, una volta per tutte, i conti con le nostre inadeguatezze.

Da ultimo mi rafforzo nell’idea che non esistono tecnicismi che possano supplire ad una carenza di programmi politici, di insediamento sociale, di legami veri con le persone e i loro problemi.

 Non ci sono “contenitori” che possano nascondere la crisi dei partiti ,della politica, della rappresentanza.

 O meglio la nascondono per qualche settimana, durante la campagna elettorale, ma poi tutti i limiti, le contraddizioni, tornano fuori. E così è stato puntualmente anche stavolta.

Nei prossimi giorni, anche il relazione con le indicazioni nazionali, riuniremo gli organismi dirigenti per affrontare una discussione che a mio avviso deve essere la più ampia, libera e schietta possibile, avendo per oggetto il futuro dei Comunisti nel nostro Paese.

Fraterni saluti

Gianni Pagliarini – Segretario PdCI Lombardia

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