MARCEGAGLIA: IRRESPONSABILITA’ SOCIALE

marcegagliaIl nuovo governo ha affidato la direzione di una grande azienda come Eni a un’imprenditrice – Emma Marcegaglia – che non esita a scaricare la responsabilità sociale di una crisi sui lavoratori, mettendoli a rischio, senza alcuna garanzia.

E’ di queste ore la notizia che la direzione della BuildTech, stabilimento specializzato nella produzione di manufatti di acciaio della famiglia Marcegaglia, ha deciso di chiudere il sito di viale Sarca 336, a ridosso dell’area industriale di Sesto San Giovanni, nel milanese, in bilico il futuro di 169 persone, a cui è stato proposto il trasferimento nella sede industriale della piemontese Pozzolo Formigaro, in provincia di Alessandria.

Dopo aver licenziato i lavoratori di Taranto che operavano nel settore del fotovoltaico e pannelli decide di liquidare anche la fabbrica milanese.

Se da un lato la nomina dell’ex presidente di Confindustria alla presidenza di ENI è apparsa improvvida, visto che nel 2008 la Marcegaglia Spa ha patteggiato una sanzione di 500 mila euro più 250 mila euro di confisca per una tangente di 1 milione 158 mila euro pagata nel 2003 a Lorenzo Marzocchi di EniPower, mentre Antonio Marcegaglia ha patteggiato 11 mesi di reclusione con sospensione della pena per il reato di corruzione, dall’altro l’ipotesi di chiusura della fabbrica milanese svela l’irresponsabilità sociale di Marcegaglia.

Il Partito dei Comunisti Italiani della Lombardia e di Milano, esprimono la loro solidarietà nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori della BuildTech in lotta per la difesa del posto di lavoro e nel contempo sollecitano l’immediata apertura di un confronto tra management aziendale del gruppo e organizzazioni sindacali presso il Ministero al fine trovare una soluzione in grado di garantire la continuità dell’attività presso la sede milanese.

Chiediamo inoltre a Regione Lombardia, di attivarsi a difesa del sito produttivo e dei posti di lavoro, a maggior ragione considerato che alcuni mesi fa Emma Marcegaglia in persona aveva rassicurato sulla continuità produttiva dei siti industriali lombardi.

PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI – COMITATO REGIONALE LOMBARDIA – FEDERAZIONE DI MILANO

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