In difesa della sanità pubblica

AmbulanzaDi seguito il documento “In difesa della sanità pubblica” del Nazionale.

Il  Patto per la Salute 2014/2016 sottoscritto nel  luglio scorso tra Governo, Regioni e Province Autonome ha fissato il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale a carico dello Stato in 109,928 miliardi di euro per il 2014, 112,062 relativamente al 2015, 115,444 in riferimento al 2016.

Si tratta di cifre importanti, ancorché inferiori a quelle inizialmente indicate come necessarie dal Ministero della Salute, ma subordinate  a “eventuali modifiche che si rendessero necessarie in relazione al conseguimento degli obbiettivi di finanza pubblica ed a variazione del quadro economico”, e quindi esposte al  rischio, reale,  di rimanere sulla carta, come dimostra quanto accaduto nei giorni scorsi.

Infatti, a fronte dei tagli alla spesa pubblica previsti dalla Legge di Stabilità, imposta al Parlamento dal Governo Renzi attraverso l’ennesimo voto di fiducia, le Regioni  si sono trovate  ancora una volta a fare i conti con una consistente riduzione dei trasferimenti finanziari dello Stato a loro favore, ne più ne meno di quanto in questi anni è accaduto con le politiche dei diversi governi succedutesi alla guida del Paese, ed hanno, potendo scegliere come compensare tali tagli,  rinunciato a 2 miliardi di euro del Fondo Sanitario Nazionale.

La situazione determinatasi è paradossale.

Le Regioni, che negli anni hanno lamentato  il sottofinanziamento del sistema sanitario, denunciato il “rischio di tenuta” dello stesso, e dichiarato come inevitabili politiche che hanno ridotto quantità e qualità dei servizi rivolti ai cittadini, ai quali peraltro è richiesta una sempre crescente compartecipazione alla spesa attraverso i ticket,  dichiarano sostenibile tale scelta.

Il Governo, da una parte dichiara l’assunzione di politiche di riduzione della spesa pubblica e  contemporaneamente di riduzione della pressione fiscale, dall’altra continua a scaricare sulle Autonomie Locali, ed attraverso queste sui cittadini, il peso della prima ed a riprendersi, con gli interessi, la seconda.

E’ il momento di dire basta!

Basta con le politiche dei  governi e  delle Autonomie Locali che minano alla base il Servizio Sanitario Nazionale, lo destrutturano, aprono all’intermediazione finanziaria ed assicurativa del privato, che lo allontanano sempre più dal senso che si è inteso dargli con l’articolo 32 della Costituzione.

Serve un sistema sanitario pubblico, universale, finanziato dalla fiscalità generale.

Ciò che manca non sono le risorse, è la volontà politica di perseguire un Servizio Sanitario Nazionale volto a rispondere ai  bisogni dei cittadini.

Roma, 3 Febbraio 2015

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