A proposito degli scontri di Milano..

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Sono passati diversi giorni dal Primo maggio, quando Milano ha visto e subito l’ennesima provocazione messa in campo da pochi violenti. Una provocazione che oltre ad offendere la città ha – di fatto – nascosto le ragioni  di quanti hanno criticato l’inaugurazione dell’Expo. Sono arrivati al sito diversi contributi su quanto accaduto a Milano e abbiamo deciso di pubblicare due contributi, uno del segretario della regione Veneto e uno di una compagna di Brescia.

Giorgio Langella, segretario regionale Pcdi Veneto

A Milano una manifestazione pacifica per il primo maggio è stata rovinata da un centinaio di criminali che si nascondono dietro lugubri “divise” nere. La violenza scatenata da queste bande di provocatori voleva trasformare in qualcosa d’altro e far fallire quella che era una dimostrazione di dissenso verso le politiche del governo. Lo scopo dei cosiddetti black bloc è, infatti, quello di sconfiggere chi vuole manifestare la propria contrarietà al sistema di sviluppo spaventoso nel quale viviamo. Non ci possono essere giustificazioni per azioni che sono rivolte oggettivamente contro chi, in tutti questi ultimi anni, ha tentato di mantenere vivo e ricostruire un movimento popolare che si potesse opporre alle politiche scellerate dei governi italiani ed europei.

Di fatto, la violenza come quella che oggi hanno scatenato, a Milano, individui che sono nemici di chi lotta per una società migliore e giusta, fa il gioco di chi vuole reprimere il dissenso, cancellare i diritti, stravolgere la Costituzione e limitare le libertà che sono state conquistate con la lotta di Resistenza e con la forza del movimento dei lavoratori nel dopoguerra.

Maruska Consolati, Pcdi Brescia

Quando vuoi coprire qualcosa di losco, di immensamente losco, l’arma migliore è creare uno scandalo affinché la popolazione sia distolta da quello che realmente sta accadendo. Partendo da questo semplice concetto, come diceva Dario Fo nel suo “Mistero Buffo”, il trovare il diversivo è la vera arma dei potenti.

Un tempo bastava sbattere il mostro in prima pagina, ora il mostro viene creato ad arte, venerdì 1° maggio a Milano il mostro ha assunto le sembianze di un’informe e apolitica massa di violenti. La devastazione, la violenza gratuita, i volti coperti e le divise nere hanno cancellato con un colpo di spugna le legittime e fondate proteste di cittadini contrari allo scempio expo. La fiera della corruzione, tanto cara al nostro Premier, foraggiata dalla mafia nostrana, ha goduto di questa regalia e ha potuto essere inaugurata con sfarzo e rullo di tamburi.

A chi servono azioni di questo genere?! Chi favoriscono?! Non certo alla lotta di classe, non certo al concretizzarsi della Rivoluzione, non certo al superamento del capitalismo, non certo a chi lavora quotidianamente per una società nuova e alla costruzione di una sinistra di classe. Azioni di questo genere servono solo a creare clima negativo attorno a quelli che, come noi comunisti, lottano per i diritti dei lavoratori e per i diritti dei più deboli.

I miei compagni di partito erano a quella manifestazione a volto scoperto, ci lavoravano da mesi tentando di sensibilizzare l’opinione pubblica, forti del diritto costituzionale, ad esprimere la loro contrarietà verso i potenti e fuori da qualsiasi tipo di riflettori. Sono bastati pochi minuti di follia violenta per buttare al vento e vanificare mesi di fatiche e di dibattiti politici.

Si, io sono Comunista, e proprio per questo da comunista condanno azioni come quelle dei black bloc. Gruppi di persone su cui grava il sospetto di infiltrazione sia da parte delle forze dell’ordine, sia da parte di gruppi dell’estrema destra e che, in qualsiasi caso, utilizzano pratiche politiche e metodi d’azione non propri della lotta di classe e del comunismo.

A distanza di sole 48 ore in un’altra città italiana il comportamento delle forze dell’ordine, di fronte alla legittima protesta degli insegnanti precari, che a viso scoperto, chiedevano di essere ascoltati e di ricevere un trattamento congruo, è stato ben diverso. Si, a Bologna si è ripetuta l’intolleranza che avevamo visto a Roma contro gli operai della FIOM guidati da Landini: sangue di lavoratori sulle strade e manganelli che fendono l’aria.

Evidentemente le forze dell’ordine hanno meno simpatia per i lavoratori che per i black bloc.

FONTE http://www.comunisti-italiani.it/2015/05/05/a-proposito-degli-scontri-di-milano/

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