L’iscrizione al Famedio di Franco Servello fa male a Milano – Comunicato stampa PCdI Lombardia

pantheon-2 COMUNICATO STAMPA Partito Comunista d’Italia – Regione Lombardia
L’iscrizione al Famedio di Franco Servello fa male a Milano

Apprendiamo che nel Pantheon di Milano, meglio noto come “Famedio”, troveranno posto le spoglie di Franco Servello.
Servello fece parte della cabina di regia che organizzò il “Giovedì nero” contro la cosiddetta “violenza rossa”. A tale scopo fu invitato a Milano Ciccio Franco, caporione fascista dei Moti di Reggio Calabria. Costui avrebbe dovuto tenere il comizio quel giorno, il 12 aprile del 1973. Nel corso del pomeriggio muore l’agente Marino, colpito da una bomba chiamata comunemente “ananas”, bomba a mano di tipo SRCM. Marino aveva 22 anni.
Ed ora per meglio comprendere questa sordida vicenda è bene illustrare il “Regolamento per le onoranze al Famedio”; l’articolo 1 diceIl Famedio, situato sulla fronte del Cimitero Monumentale di Milano, è l’edificio destinato ad onorare la memoria dei cittadini milanesi illustri o benemeriti.”. Neanche Almirante, costretto, cinque mesi dopo i tragici fatti, a rimuoverlo dal suo incarico di commissario della federazione missina di Milano, lo avrebbe definito “illustre” o “benemerito”.
All’articolo 2 del suddetto Regolamento si diceCittadini illustri sono coloro che abbiano meritato per opere letterarie, scientifiche, artistiche o per atti insigni, o che si siano distinti particolarmente nella storia patria. Cittadini benemeriti sono coloro che abbiano arrecato alla città particolare lustro e beneficio.” Neanche nell’articolo due ci pare di rinvenire particolari meriti o atti insigni, così come alcun lustro e beneficio apportato da Servello alla città
All’articolo 5 si dice che la Commissione consultiva per le onoranze al Famedio è composta dal Presidente del Consiglio comunale (Basilio Rizzo), dall’Assessore alla Cultura (Filippo Dal Corno), dall’Assessore ai Servizi Civici (Franco D’Alfonso), dai loro rispettivi Direttori e dai membri dell’Ufficio di Presidenza (Natale Comotti, Andrea Fanzago, Riccardo De Corato, Luca Lepore).
Come sia venuto in mente a costoro di ravvisare in Servello le qualità del cittadino illustre che abbia compiuto atti insigni o che abbia meritato per essersi distinto particolarmente nella storia patria rimane un mistero. Essendo il mistero facente parte della dottrina della fede è evidente che qualcos’altro ha determinato la scelta dei componenti la Commissione per le onoranze al Famedio. Sia come sia, riteniamo si sia offesa Milano e la Medaglia d’Oro della Resistenza conferitale.
Siamo di fronte a una pagina triste che non arreca né lustro né onore a chi così scegliendo si è determinato a scriverla.
Va anche stigmatizzata la superficialità della consigliera Francesca Zajczyk, delegata alle Pari Opportunità, che nell’entusiasmo per il riequilibro di genere al Famedio, arriva a parlare delle grandi personalità che verranno celebrate il 2 novembre, e scrive:
“Con grande soddisfazione ho appreso che la Commissione comunale per le onoranze al Famedio, nel decidere all’unanimità i nomi delle grandi personalità che il 2 novembre 2015 saranno iscritte nel Pantheon milanese, al Cimitero Monumentale, abbia incluso nell’Elenco tradizionale di 15 cittadini illustri e benemeriti,tre figure femminili di grande rilievo”
Grande la sua soddisfazione, molta la nostra preoccupazione nel constatare che questa vicenda è riuscita a stupire l’ANPI, a sconcertare l’ANED, che “fa appello a tutte le forze politiche democratiche e antifasciste presenti in Consiglio comunale perché venga revocata una decisione che turba e indigna”.
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