Il 2 aprile a Milano per dire No Guerra No NATO

no-nato-no-war-Giullietto-Chiesa-co-organizer-in-Rome-on-26-October-2015Sabato 2 aprile 2016 torniamo nella Sala Di Vittorio in Camera del Lavoro Metropolitana di Milano. Dall’ultima volta che ci siamo stati, era il 23 ottobre scorso, gli avvenimenti sono stati incalzanti; tutto sta a dimostrare quanto fosse prevedibile la deriva che ci ha condotto fino all’attuale situazione. Lo Zio Sam è sempre ”impegnato”, non dobbiamo lasciarci ingannare dalle lacrime di Obama o da quelle dell’Alto Rappresentante Europeo per la politica estera e la sicurezza Federica Mogherini.
Concordiamo con la tesi per cui la guerra oggi viene giocata, dopo aver creato le condizioni perché si scateni, dal “Pivot” statunitense. È a questo protagonista mondiale che ci riferiamo parlando della guerra, per noi infatti la domanda da porsi oggi è la seguente: è guerra aperta?
Sappiamo che lo sforzo da compiere è andare in direzione opposta a quella del mainstream paladino dei “diritti umani”, indomito con i “dittatori”, fautore insomma del “politicamente corretto”; rimangono così sullo sfondo le “destabilizzazioni”, i droni o i contractors. Immaginiamoci il capo di stato di un paese del Medio Oriente annunciare, attraverso la televisione, che la guerra all’Iraq è stata un errore e quindi porgere le sue scuse, essendone stato uno dei principali responsabili. Di questo si è reso autore il ben noto Tony Blair. Si è trattata la questione come se Blair chiedesse scusa per un omicidio stradale… Questa è la realtà.
Un mainstream, l’attuale, costruito da molti operatori della controinformazione, la cui qualifica immeritata è quella di giornalisti. Poche le voci fuori dal coro che iniziano a farsi sentire, noi stiamo e staremo con esse.
Da costruttori, tenaci e risoluti, il compito che ci spetta non è facile; per questo lavoriamo secondo una tradizione che è nel nostro costume, per provare a informare, formare, organizzare con lo scopo di tornare a… lottare seriamente.
Non amando le polemiche sterili abbiamo voluto dire ciò che intendiamo fare, senza entrare nel merito di episodi che a nostro avviso non giovano alla nostra causa, in quanto non aiutano a fare chiarezza, così come invece risulta indispensabile. Non amiamo il relativismo, non perché si sia tagliaboschi canadesi che amano usare l’accetta, il lavoro di analisi prevede però una regola aurea: mai partire idealisticamente dal proprio sentire, pena il classico scambio di lucciole per lanterne. Meglio fare i conti con la realtà, e la realtà purtroppo è impietosa… per chi la conosce, naturalmente.
La storia di questo Paese, e non solo, sta a dimostrare quale sia sempre stato il nemico principale: quegli Stati Uniti d’America che ben conosciamo.
Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s