SINISTRA ALTERNATIVA VARESE ECCO CHI VOTARE A VARESE il 3 e 4 ottobre

Per conoscere meglio i Candidati Sindaco di Varese e le loro “proposte”. La Cooperativa di Capolago e Rete 55 hanno dato pari opportunità e possibilità d’intervento nella diretta del 13 settembre (https://www.facebook.com/CooperativadiCapolago/videos/647332176237354).

noi proponiamo questo estratto con la registrazione dell’intervento del candidato sindaco al comune di Varese

GIUSEPPE PITARRESI

1921 – 2021, A cento anni dalla nascita del Partito Comunista d’Italia, ne parliamo con:

1921 – 2021

A cento anni dalla nascita del

Partito Comunista d’Italia

ne parliamo con

 

Mauro Alboresi

Segretario generale del Partito Comunista Italiano

 

Claudio Molteni

Segretario Regionale PCI Lombardia

    

Cosimo Cerardi

Segretario provinciale PCI federazione di Varese

 

Domenica 17 gennaio 2021

Ore 15,00

In videoconferenza con Google- meet

Ai partecipanti verrà inviata una mail contenente il codice di accesso

 

Partito Comunista Italiano Federazione di Varese    partito-comunista-italiano

 

“basta con la sinistra compromessa, ricostruire il Pci per tornare a rappresentare il mondo del lavoro”

BUSTO ARSIZIO, LE REGOLE: LIBERA INTERPRETAZIONE

busto commercianti in piazza

Riceviamo e pubblichiamo

“IL RISPETTO DELLE REGOLE E’ ALLA BASE DELLA DEMOCRAZIA MA OGGI LO E’ ANCHE PER LA SALUTE E IL FUTURO DELLA SOCIETA’ CIVILE”

Busto Arsizio, domenica 3 maggio 2020

Noi che sottoscriviamo il presente comunicato siamo profondamente indignati per l’assembramento organizzato dal presidente del Distretto del Commercio di Busto Arsizio, Matteo Sabba, avvenuto sabato 2 maggio mattina nella centralissima piazza Santa Maria.

Siamo molto dispiaciuti per quanti, pur mossi da preoccupazioni e ragioni, si sono prestati al gioco dell’”adunata”. E’ un momento grave per tutte le categorie, ma da questa pandemia usciremo tutti trasformati in meglio se saremo tutti uniti. Apprezziamo la presa di distanza dall’iniziativa assunta dagli organismi territoriali che rappresentano il commercio e cogliamo l’esigenza che per tutti ora servano chiarezza e orizzonti condivisi. Continue reading

”Non siamo né eroi né carne da macello siamo esseri umani che chiedono semplicemente rispetto”

 

DI:    Cosimo Cerardi  –  Segretario PCI Federazione di Varese

In un recente intervento i tre segretari di Cgil, Csil e Uil hanno denunciato una situazione allarmante per quanto concerne le case di riposo della Provincia di Varese (vedi, http://www.varesenoi.it/2020/04/04/mobile/leggi-notizia/argomenti/economia-13/articolo/coronavirus-lettera-di-cgil- e-uil-varesini-a-ats-insubria-situazione-delle -rsa-e-fuori-co.html., oppure https://www.varesenews.it2020/04/ sindacato scrive-ad-ats-situazione-nelle-rsa-controllo/917439/). Lamentano la mancanza di un incisivo supporto nel settore dell’attività di prevenzione contro il diffondersi del covi-19 da parte dell’Agenzia di tutela della Salute.

I segretari delle sopracitate sigle sindacali hanno denunciato quanto accade nella provincia in una lettera alla ATS Insubria le condizioni in cui versano le Rsa nel nostro territorio rispetto all’attuale emergenza Coronavirus, la stessa informativa è stata fatta anche al Prefetto della Provincia di Varese, evidenziando così il fatto che l’attuale emergenza sanitaria rischia di avere effetti assai deleteri sia nei confronti dei pazienti che su gli operatori di Rsa, Rsd e ospedali del territori.

Quindi i rappresentanti sindacali unitamente alle categorie del pubblico impiego, del personale delle mense, pulizie, lamentano, in questo intervento, a seguito di segnalazioni a loro pervenute da diverse strutture Rsa e Rsd e dal territorio, un non adeguato intervento per quel che concerne la sicurezza e prevenzione dal covi-19, chiedendo cosi all’Agenzia di tutela della Salute una risposta così articolata : Continue reading

Covid 19 e case di riposo per anziani in Lombardia: una ecatombe

casa di riposo

DI: Cosimo Cerardi     

segretario PCI federazione di Varese

Nelle cronache di molti quotidiani nazionali e dai giornali locali sono state riportate le tragiche notizie a proposito delle condizioni emergenziali sanitarie provocate dal coronavirus nelle case di riposo per anziani.

Infatti, si sta assistendo di fatto ad una decimazione di massa senza precedenti nella storia sanitaria del nostro paese.

I dati parlano chiaro, i pensionati e gli anziani sono la prima categoria ad essere più esposta e duramente colpita dal coronavirus. Per essi si aggrava all’ennesima potenza il rischio di contagio, essendo concentrati in fitte e numerose comunità, mentre si allontana statisticamente la scarsa possibilità di guarire dall’inesorabile epidemia che li avvicina ad alta probabilità di morte.

La situazione delle case di riposo e delle strutture socio assistenziali doveva destare un particolare allarme e lì è avvenuta un’ecatombe, ma non è stato fatto nulla per prevenirla e contrastarla. Siamo di fronte ad uno sterminio di pensionati e di anziani. Sono stati dimenticati anche quelli che hanno affrontato il coronavirus nell’abbandono e nella solitudine delle periferie delle grandi città e delle aree metropolitane, o nelle zone isolate e tagliate fuori della montagna, Alpi o Appennini, e delle campagne. Continue reading

TORNARE AL LAVORO! SI, MA A QUALI CONDIZIONI?

operaio

TORNARE AL LAVORO! SI, MA A QUALI CONDIZIONI?

DI:  Maurizio Biena – Commissione Lavoro PCI Nord Italia

La macchina produttiva del paese va rimessa in moto in tempi brevi; così chiedono in molti tra politici, economisti ed imprenditori e lo comprendiamo anche noi, perché gli effetti di un blocco ad oltranza delle attività sarebbero devastanti per la già fragile struttura economica del paese. Consci dei rapporti di forza sia interni (di classe) che esterni (nella “catena globale del valore”) non ci facciamo illusioni: il conto sarà salato e verrà presentato ai lavoratori, ai pensionati e alle loro famiglie.

Passeremmo dal contare i morti al contare i disoccupati e, anche se Governo e opposizioni fanno a gara a chi promette maggiori aiuti alle famiglie e alle imprese in difficoltà a causa del lock-down, il massiccio intervento economico necessario per tamponare l’emergenza non farà che esporci ulteriormente a speculazioni finanziarie sul debito  pubblico e a rafforzare le catene che ci legano all’Europa delle Banche e dell’austerity, con l’imposizione di ulteriori “riforme strutturali”: nuovi tagli sul welfare, sulle pensioni, sulla Sanità fino alla svendita degli asset pubblici («Siamo pronti ad impegnare i palazzi del Governo»…). Continue reading

Note e valutazione a proposito dell’attuale situazione sanitaria pubblica in conseguenza dell’attuale epidemia da convid-19.

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Di Cosimo Cerardi segretario provinciale PCI Varese

Dal 5 marzo, nel tempo del coronavirus, si sta assistendo ad uno stravolgimento di quella che era la vita sociale del nostro paese, ad esempio un familiare che va a trovare l’anziano genitore in ospizio, può fargli da lontano un cenno di saluto dietro il vetro e tornarsene a casa.

Da ora si fa così anche nelle RSA, a meno che il direttore sanitario non faccia una eccezione.

Anche in corsia cambia l’intero modo di comportarsi. Salvo diverse indicazioni, gli accompagnatori dei pazienti non possono permanere nelle sale di attesa dei pronti soccorsi.

In base al decreto del governo fino al 15 marzo sono sospesi congressi, riunioni, meeting ed eventi sociali in cui è coinvolto personale sanitario o incaricato in servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità.

In questa logica anche  gli stessi  viaggi di istruzione sono stati rimandati, rimandata anche   le altre  attività educative e didattiche, dall’infanzia all’università, fatta salva la possibilità di svolgere attività formative a distanza, fermi restando i corsi per i medici specializzandi, il triennio di medicina generale, i tirocini delle professioni sanitarie e le attività delle scuole dei ministeri dell’interno e della difesa. Continue reading

Dalla Fornero alle “pensioni d’oro” (1500 euro lordi)

presidio dei pensionati, davanti alla prefettura di Varese, NOI Comunisti ci siamo!!!

Avevano promesso abolizione della Fornero e quota 100, la Fornero resta in vigore, quota 100 vale solo da 62 anni in su e se non si hanno i 43 anni di lavoro previsti dalla Fornero ci sarà una penalizzazione sulla pensione. È un miglioramento rispetto a prima, ma di piccola entità, chi ha cominciato a lavorare prima dei 20 anni ci andrà ancora secondo la Fornero e chi ha uno stipendio medio basso o famigliari a carico, dovrà continuare a lavorare per non avere una pensione ridotta.

La legge Fornero sulle pensioni è sbagliata, dannosa per i lavoratori e il Paese.

Essa ha provocato e sta provocando disastri sulle condizioni di vita della classe lavoratrice; sui giovani che, anche per questo motivo, non entrano nel mondo del lavoro; sulla produttività delle imprese che sono bloccate nella possibilità di attuare il dovuto ricambio generazionale.

Il JOBS ACT dovevano abolirlo e ripristinare l’articolo 18, hanno fatto qualche miglioramento, ma resta in vigore e senza il suddetto – vitale- articolo. Il blocco dei pensionamenti ha portato la disoccupazione giovanile al 35% e se rimane la Fornero questa situazione peggiorerà nei prossimi anni.

Non si può dare soldi a tutti, ai ricchi ed ai poveri, alle imprese ed ai lavoratori, ai pensionati e alle banche per ottenere i voti, come faceva la DC, il debito pubblico è stato creato con le politiche clientelari e poi dagli anni ‘80 con le politiche di austerità, che colpivano i lavoratori, i giovani, i pensionati, lo Stato Sociale, impoverendo il paese ed arricchendo pochi privilegiati.

Il nostro paese è progredito quando i lavoratori hanno conquistato diritti, migliorato il livello di vita, conquistato un lavoro sicuro ed una pensione dignitosa, quando i giovani potevano studiare e farsi una loro vita e la disoccupazione era bassa, quando c’era un forte Partito Comunista che rappresentava veramente tutto il popolo e dei sindacati che lottavano per i lavoratori, per i giovani, per le donne e per i pensionati.

La politica del fare pagare i costi della crisi ai pensionati e ai lavoratori, senza mai intervenire sulle grandi ricchezze e i possessori di grandi rendite finanziarie, non risolve le cause della crisi e genera gravi ingiustizie.

Pare che i sindacati che hanno accettato supinamente la logica della riforma Fornero, quando la già poco accettabile riforma Dini andava migliorata,  sindacati che hanno accettato che il debito pubblico passasse attraverso la cosiddetta riforma del sistema pensionistico e non con un gettito fiscale che andasse a toccare le grandi ricchezze che vengono quotidiane mente transate in borsa, abbiano finalmente riassunto il loro ruolo.

A Varese, i Comunisti sono scesi in piazza con i sindacati perché la legge approvata non tiene conto del sistema di rivalutazione delle pensioni sottoscritto nel 2016 e nel 2017, che le avrebbe aumentate tutte dell’1,1% sulla base della crescita del costo della vita. Una rivalutazione che, con la legge appena passata, non spetterebbe  a tutti i pensionati (vengono infatti esclusi coloro che percepiscono oltre i 1500 euro lordi, poco più di 1200 netti).

presidio dei pensionati, davanti alla prefettura di Varese, NOI Comunisti ci siamo!!!

Ciò a dimostrazione che non è cambiato nulla dei precedenti governi.

Ci sembra dunque palese che le soluzioni debbano essere altre:

  • salvaguardia del potere d’acquisto delle pensioni e limiti alle pensioni d’oro;
  • flessibilità in uscita;
  • ripristino dei vecchi requisiti, 65 anni per gli uomini, 60 per le donne e i 40 anni di contributi per l’accesso alla pensione di vecchiaia e di anzianità in particolare per coloro che hanno iniziato a lavorare in età precoce e per i lavori usuranti;
  • superamento delle attuali sostanziali sperequazioni per le donne;
  • garanzia di una pensione dignitosa per i giovani, i precari e i migranti;
  • superamento dell’attuale giungla dei fondi integrativi.

Le risorse vanno ricercate nei grandi patrimoni finanziari e immobiliari e in una effettiva tassazione progressiva dei redditi come prevede l’articolo 53 della Costituzione e in una contribuzione omogenea per tutti i fondi pensionistici.

Le confederazioni sindacali devono aprire una vertenza reale con il Governo sostenuta da una duratura mobilitazione generale.

In sei mesi di Governo giallo-verde ogni promessa elettorale, ogni slogan, lo stesso Contratto stipulato tra Lega e M5S, sono tutti spariti nelle profondità del web e nelle segrete stanze di Bruxelles. L’inganno è oramai sotto gli occhi di tutti. È ora di chiamare questo esecutivo con il suo vero nome: Governo del Tradimento.

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