CONGRESSO REGIONALE DEL PCI LOMBARDIA

domenica 6 marzo 2022
presso i locali del “centro culturale Concetto Marchesi” 

 Via Lazzaro Spallanzani, 6, 20129 Milano MI

ordine dello svolgimento per la giornata:

ore 10:00 inizio lavori e a seguire:

– insediamento organismi di commissione congressuali

– relazione segretario regionale uscente

– saluti dei partiti e delle organizzazioni invitate

– inizio lavori congressuali

No alla guerra in Ukraina, Fuori l’Italia dalla NATO!

La Federazione di Brescia del Partito Comunista Italiano aderisce e partecipa all’iniziativa di Sabato 12 Febbraio ‘NATO per invadere – Fuori l’ Italia dalla NATO’ chiamata dalla sezione bresciana del P.C. dalle ore 15 in Largo Formentone (BS).  ( https://fb.me/e/28WqUpPxo )

I Popoli d’Europa non possono farsi trascinare nell’ennesimo conflitto, militare o economico, dalle ottuse e servili logiche filo atlantiche dei burocrati finanziari dell’Unione Europea. Tanto meno ai nostri confini e contro partner commerciali strategici. E’ una follia.
L’ assetto geopolitico mondiale sta profondamente cambiando. Sempre più nazioni aderiscono al blocco emergente formatosi tra la Repubblica Popolare Cinese, la Russia e altri paesi antimperialisti a cui si contrappone un blocco atlantico ex e neo-colonialista, in difficoltà e declino, disposto a tutto pur di non perdere il proprio ruolo di predone e padrone del mondo mascherato da buon custode dei diritti umani e della democrazia.

La maschera è caduta.

Non possiamo rassegnarci a subire passivamente una nuova guerra, fredda o combattuta, in nome e nell’interesse delle élite finanziarie e contro i nostri interessi. La classe lavoratrice italiana ed europea, il popolo, ha il dovere di sollevarsi contro una classe dirigente corrotta, antipopolare ed eterodiretta che, mentre alimenta tensioni e conflitti in tutto il pianeta, distrugge il tessuto produttivo e sociale dei nostri Paesi e immiserisce la popolazione.

NO ALLA GUERRA IN UKRAINA

RISPETTARE L’ART 11 DELLA COSTITUZIONE

FUORI L’ITALIA DALLA N.A.T.O.

FUORI LA N.A.T.O. DALL’EUROPA

SINISTRA ALTERNATIVA VARESE ECCO CHI VOTARE A VARESE il 3 e 4 ottobre

Per conoscere meglio i Candidati Sindaco di Varese e le loro “proposte”. La Cooperativa di Capolago e Rete 55 hanno dato pari opportunità e possibilità d’intervento nella diretta del 13 settembre (https://www.facebook.com/CooperativadiCapolago/videos/647332176237354).

noi proponiamo questo estratto con la registrazione dell’intervento del candidato sindaco al comune di Varese

GIUSEPPE PITARRESI

Milano, il PCI riscopre i tazebao sessantottini

Milano, appuntamento il 25 settembre dalle 18:00 alle 20:00 all’Anfiteatro Martesanacon i testi di Franco Vivacqua

Giustizia sociale, difesa del lavoro, libertà individuale e uguaglianza. Sentimenti e aspirazioni che possiamo trovare condensati nei “Manifesti di Amore e di rabbia”, un raccolta di testi di Francesco Vivacqua (che all’epoca si faceva chiamare Franco) del 1972 “riscoperto” ora da un gruppo di giovani comunisti che ne ha compreso l’attualità a distanza di tanti anni. Per chi volesse immergersi inquesta atmosfera più che mai attuale e incontrare l’autore l’appuntamento è il 25 settembre dalle18:00 fino alle 20:00 all’Anfiteatro Martesana in via Agordat (Parco Martiri della Libertà Iracheni Vittime del Terrorismo) di Milano. Vivacqua, all’interno di una manifestazione organizzata dal PCI, terrà una lectio magistralis sul Manifesto di Marx a sostegno della sua tesi che il “comunismo fa bene anche al capitale e alla finanza”. Ciò che mi sorprende, rileggendomi, e posso candidamente confessare che non ne avevo più una copia in biblioteca, è che sono ancora attuali che, cambiando il modello espressivo, i problemi ci sono ancora e le opportunità non si sono realizzate se non in minima parte”, dichiara Vivacqua parlando della riscoperta del suo testo, che anche nel formato si inseriva pienamente nellostile dell’epoca della contestazione giovanili.

Un maxi formato quadrato che ben si prestava ad essere utilizzato come tazebao di contestazione e protesta civile. Di quelli, per i più giovani, che venivano appesi nelle aule, sui muri delle fabbriche e dei cortili per gradire la propria rabbia o sul letto di una coppia che amava il romanticismo del sesso. Una rabbia civile e di contestazione. Non a caso la scrittura e la sua elaborazione risentono fortemente dei temi sociali del ’72, temi tragici legati allo sfruttamento dei lavoratori, e delle donna e, in definitiva, a una visione parossistica del danaro come mezzo per esprimere potere, autorità e libertà di calpestare la dignità della persona. “Per l’epoca, erano gli anni ’70, erano parole coraggiose, dissacranti e di denunce, all’epoca, ne ho ricevute centinaia, finite poi nel nulla per scelte di magistrati coraggiosi. Ma non ho mai partecipato alle rivolte studentesche che in quegli anni erano all’ordine del giorno e nemmeno ai dibattiti sulle mie opere, perché ritenevo che buona parte di quelle rivolte, almeno in Italia, erano organizzate dai figli di papà”, sottolinea l’autore non senza una punta di dispiacere: “Quando sono stato in Francia e Germania invece, per parlare di questa unica opera di un dilettante della poesia, sono andato nelle università e nelle piazze, ma ho rifiutato la richiesta di pubblicare massicciamente il libro perché ritenevo che tutti dovessero essere liberi di fotocopiare ed attaccarsi in casa, in fabbrica in ufficio o in bagno i miei testi”.

Vivacqua negli anni ha intrapreso attività professionali di successo in campo economico e sociale, ma senza mai abbandonare l’amore per la cultura come strumento di “elevazione e competizione”. Non a caso è presidente dell’Organizzazione no-profit Cultura & Solidarietà, che da molti anni porta avanti progetti legati ai giovani, alle scuole e a chi si batte ogni giorno per dare il proprio contributo alla collettività e che ha istituito la “Stella al Merito Sociale” un riconoscimento, oggi, tra istituzioni, imprenditori e persone comuni. E se nel ’72 l’autore dichiarava di non credere alla poesia e che le parole dovevano cercare launiversalità con mezzi che non fossero un libro, oggi quei brevi componimenti tornano attuali non solo per i contenuti, ma anche per la forma, simili come sono a dei brevi tweet, che ci costringono in poche parole a esprimere quello che dobbiamo dire.

25 settembre – Presentazione del libro “Manifesti d’Amore e di Rabbia”

Il 25 settembre a Milano all’Anfiteatro Martesana, dalle 18 alle 20 il Presidente di Cultura&Solidarietà FRANCESCO VIVACQUA è stato chiamato a confrontarsi con migliaia di ragazzi, studenti ed ex studenti su un suo libro, Manifesti d’Amore e di Rabbia, che una piccola casa editrice facente capo a Feltrinelli aveva pubblicato nel lontano 1972.

Il Partito Comunista Italiano di Milano ha riscoperto e ripubblicato questo libro, per capire quale sia la logica del passaggio da Comunista ad Imprenditore, mecenate, consulente delle più grandi Imprese Italiane nonché lobbysta al Parlamento Italiano ed Europeo come racconta nel suo profilo Linkedin, oltre che socio e Presidente di una Holding di Alberghi a 5 stelle e Ristoranti Stellati.

L’iniziativa politico culturale vedrà dalle 16:00 alle 18:00 la partecipazione della capolista al comune Mariacarla Baroni, del candidato presidente di zona 2 Mario Antonio Re Fraschini, del Segretario Generale del PCI Mauro Alboresi con conclusione degli interventi del candidato sindaco Dott. Marco Muggiani. Dalle 18 si proseguirà come previsto col confronto tra il Presidente Vivacqua e la cittadinanza e gli studenti.

Nello specifico, Vivacqua terrà una lectio magistralis sul Manifesto di Marx, a sostegno della sua tesi che il comunismo fa bene anche al capitale ed alla finanza, e si avvierà la discussione con i giovani universitari che verranno per ascoltarlo.

Il volume, Manifesti d’Amore e di Rabbia, è ancora acquistabile in rete ad un prezzo impegnativo di 150,00 euro, ma per l’occasione ed in via eccezionale in copie limitate sarà possibile recuperarlo dall’organizzazione del PCI, solamente durante l’evento.

Le poesie, in forma di manifesti, saranno recitate dall’attore dello Strehler Ricardo Pumpo e da una seconda attrice che intende rimanere nell’anonimato.

Elia, uno tra i grandi artisti formatisi alla Scuola di scultori quali Gehard Demetz, Bruno Walphot e Peter Kostner ha riproposto un disegno raffigurante “Karl Marx oggi” e ne firmerà delle copie che potranno essere distrubuite.

Un testo di Manifesti d’Amore e di Rabbia è stato messo in musica dal famoso compositore Walter Gilli che la proporrà come inno dei Comunisti Milanesi.

Durante l’evento ci sarà lo stand del PCI , con materiale da collezione oltre allo stand della FGCI gestito dalle ragazze di un liceo artistico milanese.

Davide Bellantonio (responsabile stampa e propaganda PCI federazione di Milano)